AVVOCATI, CRESCE LA TENSIONE COL GUARDASIGILLI. SALTA L'INCONTRO DI OGGI A VIA ARENULA

Cresce la tensione fra gli avvocati e il guardasigilli Annamaria Cancellieri. Salta l’incontro programmato oggi pomeriggio in via Arenula alle 17.30 fra le rappresentanze degli avvocati (Ordini locali e Consiglio nazionale forense) e il ministro per discutere dei problemi connessi alla revisione della geografia giudiziaria (che comporta il taglio di numerosi uffici sul territorio) e la reintroduzione della mediazione civile obbligatoria, già bocciata dalla Consulta.
La decisione di disertare l’incontro è stata presa durante una riunione che si è appena conclusa, preliminare all’incontro che era stato fissato nei giorni scorsi. Gli avvocati respingono al mittente le accuse del guardasigilli secondo cui la categoria forense farebbe ostruzionismo lobbistico contro le ipotesi di riorganizzazione della macchina giudiziaria. Inoltre sono ancora vive le polemiche dopo il fuori-onda di sabato scorso rivelato da Sky Tg 24 in cui la Cancellieri a Napoli, rispetto alla richiesta di incontro sollecitata dai legali dopo i presidi di protesta organizzati dinanzi a Castel Capuano, avrebbe detto: “Li vado ad incontrare così me li levo dai piedi”.
“Oggi a Roma – scrive sul suo profilo Facebook il consigliere forense napoletano Armando Rossi – abbiamo incassato la solidarietà di tutta l’avvocatura Italiana. Si è deciso di far saltare l’incontro fissato nei giorni scorsi dal ministro Cancellieri e di inviarle una durissima nota di protesta. Il ministro Cancellieri deve sapere che difenderemo a denti stretti la nostra dignità anche a tutela dei diritti cittadini”.
La decisione di non partecipare all’incontro di oggi pomeriggio sarà comunicata dal presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa alla Commissione Giustizia della Camera in occasione dell’audizione già programmata.
La prima presa di distanza ufficiale all’incontro con la Cancellieri era già stata formalizzata ieri dal presidente del Consiglio forense di Firenze, Sergio Paparo. Quest’ultimo scrive ora su Facebook: “Verrà scritta una lettera al ministro Cancellieri, e al premier Enrico Letta, nella quale saranno spiegate le ragioni della nostra indignazione come avvocati, ma prima ancora come cittadini, per l’offesa arrecata alle regole della democrazia”.
Intanto l’assemblea generale degli iscritti della Camera Penale del Foro di Santa Maria Capua Vetere, convocata ieri, ha deliberato di indire l’astensione da tutte le udienze dibattimentali e camerali dal 15 al 19 luglio incluso, giorno nel quale si riconvocherà l’assemblea dalle ore 9.00 in prima convocazione alle ore 10.00 in seconda convocazione.
La decisione è stata assunta in relazione ai problemi relativi alla nuova geografia giudiziaria del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Questo sciopero va ad aggiungersi a quello già programmato dall’8 al 12 luglio. In totale, dunque, dieci giorni di astensione dalle udienze nel circondario di Santa Maria Capua Vetere.
I primi cinque giorni di sciopero (8-12 luglio) sono stati proclamati dal consiglio dell’Ordine forense presieduto da Alessandro Diana. Gli altri sono stati decisi dalla Camera Penale presieduta da Angelo Raucci. Nel primo caso la protesta è soprattutto contro il ritorno della media conciliazione obbligatoria e l’aumento delle spese di giustizia, il secondo sciopero è invece motivato dall’opposizione alla frammentazione degli uffici giudiziari nel Casertano.