COMUNICATO STAMPA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

In relazione alla lettera fatta pubblicare dal Consiglio Nazionale Forense, l'Ufficio stampa del Ministero della Giustizia precisa quanto segue.

Non c'é mai stata, da parte del Ministro Annamaria Cancellieri, alcuna mancanza di rispetto per l'avvocatura né per il ruolo degli avvocati, bensì una reazione, magari un po' colorita, ad una gazzarra messa in scena da un gruppo di avvocati di Napoli che voleva interrompere i lavori di un importante convegno e, in particolare, la relazione del Procuratore Capo di Reggio Calabria. Questo nonostante il Ministro avesse dato la disponibilità ad incontrare gli avvocati alla fine dei lavori del convegno.

In seguito ci sono state affermazioni pubbliche del Ministro di condanna per il ruolo negativo delle lobby che frenano l'ammodernamento del Paese. Il Ministro ha parlato di lobby che bloccano le riforme, non di una lobby specifica, né tantomeno di quella degli avvocati. Affermazioni che vengono ribadite e che, come si é visto in questi giorni, fanno parte del sentire comune della stragrande maggioranza dei cittadini italiani.

La decisione di non partecipare al confronto programmato per il 3 luglio é stata presa unilateralmente da parte delle organizzazioni di rappresentanza degli avvocati. Il Ministro si é comunque detto pronto a riconvocare l'incontro in tempi brevi.

Per quanto riguarda i punti specifici indicati nella lettera del CNF, il Ministro ricorda che l'Avvocatura è stata tenuta sin dall’inizio nel dovuto conto nei progetti di riforma, anche mediante il contributo offerto nelle Commissioni di studio ed elaborazione delle proposte di legge in materia di processo e mediazione civile.

Proprio la mediazione civile, introdotta facendo seguito ai forti e chiari stimoli provenienti dall’Europa, é una innovazione che va incontro al duplice obiettivo di ridurre i costi della giustizia per il cittadino e snellire le procedure. La disciplina della mediazione risulta realizzata con radicali novità in ragione delle quali, ancora una volta, viene dato risalto all'avvocato quale più' immediata figura professionale della cultura di composizione delle controversie e, per altro verso, garante delle parti in ordine agli esiti ultimi della risoluzione del conflitto. Tra le radicali novità introdotte va evidenziato il significativo abbattimento dei costi della mediazione, in un contesto nazionale complessivo in cui i costi del servizio giustizia gravano, a differenza degli altri Paesi europei, non tanto sugli utenti ma sulla spesa pubblica in generale, come emerge dalle evidenze statistiche di fonte europea.

Infine il Ministro ci tiene a ribadire che la riforma della geografia giudiziaria é stata predisposta nella passata legislatura e viene ora portata a compimento come importante passo che comporta economie di gestione, in termini di risorse umane e materiali, e offre al cittadino un servizio di giustizia più efficiente e meglio organizzato.