DAMIANO MARINELLI INTERVISTATO DALLA RIVISTA DI MEDIAZIONE TEDESCA KONFLIKTDYNAMIC

Il prof. avv. Damiano Marinelli alla rivista tedesca di mediazione Konfliktdynamic.

 

 

Come si sta svolgendo la mediazione dopo l'entrata in vigore della Legge in Italia?
In Italia, dopo l’introduzione di una normativa ad hoc rispetto alla mediazione civile e commerciale si sono avuti primi interessanti segnali. Già prima del d. lgs. n. 28/2010 e i successivi Decreti Ministeriali 180/2010 e 145/2011 si potevano trovare rilevanti esperienze nell’ambito della mediazione, con la c.d. conciliazione camerale (conciliazione in genere volontaria gestita dal servizio di conciliazione delle Camere di Commercio in Italia) e dalla c.d. conciliazione paritetica (cioè la conciliazione tra le più grandi Imprese italiane e le Associazioni dei Consumatori ed Utenti).
Sicuramente la nuova normativa ha permesso un rilancio del numero di procedimenti in mediazione. Secondo gli ultimi dati del Ministero della Giustizia (rilevazioni al 31 dicembre 2011), tra marzo e dicembre 2011 abbiamo visto attivare 60.810 procedimenti di mediazione. Il 77 % dei procedimenti si attiva per l’obbligo di legge in base all’oggetto della lite (art. 5 d.lgs. 28/2010), ma è interessante sottolineare come il 20% dei procedimenti viene comunque attivato in maniera del tutto volontaria tra le parti. Anche se non obbligatorio, nella maggior parte dei casi i soggetti si presentano in mediazione assistiti da un avvocato (la percentuale sfiora l’85%). Tra le materie per le quali si è mediato di più troviamo: diritti reali, locazione, contratti bancari, contratti assicurativi, danni da responsabilità medica. Il valore medio della lite è molto alto, pari a € 93,700. Rispetto ad un procedimento ordinario che, nella sua prima fase di cognizione dura in Italia in media 1.066 giorni (dato 2010), il procedimento di mediazione dura in media 69 giorni quando l’aderente è comparso ma non si raggiunge un accordo, e 57 giorni quando l’aderente è comparso e si raggiunge un accordo. Ultimo dato: l’accordo si raggiunge (quando l’aderente compare) nel 52% dei casi. Potremmo brevemente dire che questi dati sono senz’altro incoraggianti, sicuramente ci sono dei punti critici (mancanza di chiarezza in determinati passaggi della normativa, mancanza di prassi giurisprudenziali che crea alcune incertezze, adesione al procedimento non altissima, problematiche legata ai rapporti del procedimento di mediazione con l’eventuale procedimento giudiziale e sue conseguenze, rapporti tra professionisti diversi e qualificazione del mediatore e degli Organismi di Mediazione), ma possiamo senz’altro dire che la normativa ha il pregio di aver iniziato un percorso, che il tempo e le migliorie apportate potranno rendere sempre più efficace ed efficiente, senza scordarsi degli altri strumenti di Alternative Dispute Resolution, primo fra tutti l’Arbitrato. In più in Italia si sta riscontrando un interesse sempre maggiore per la figura del mediatore civile, soprattutto rispetto alla sua formazione ed al suo aggiornamento. Ad esempio l’Università E campus, con la mia presenza in qualità di coordinatore scientifico, ha organizzato un Master universitario di approfondimento delle ADR che in un anno è già giunto alla IV° edizione.

Cosa consigliereste alla Germania per la propria legislazione?
In Germania ci troviamo evidentemente di fronte ad una situazione diversa da quella dell’Italia, anche rispetto alla efficienza in generale del sistema giuridico tedesco. E’ necessario puntare comunque sudi un coinvolgimento di tutti gli Attori principali (Ministero della Giustizia, Magistratura, Associazioni degli Avvocati, Associazioni dei Mediatori, Associazioni dei Consumatori ed Utenti e Associazioni di altri professionisti) per arrivare ad una condivisione del risultato finale. Inoltre è necessario puntare ad un necessario coinvolgimento dei futuri utenti finali del servizio, con attività di promozione ed informative per i cittadini tedeschi. E’ necessario infatti conoscere l’esistenza di una nuova strada per poterla percorrere. E magari conoscere le potenzialità di questa nuova strada. 

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