IL VALORE DELLA MEDIAZIONE NELLE CONTROVERSIE GIUDIZIARIE

Articolo tratto da L'AltraPagina - 8 novembre 2012

Recentemente la Consulta ha dichiarato incostituzionale, per eccesso di delega, il decreto legislativo 28/2010 nella parte in cui prevede il carattere obbligatorio della mediazione. Ciò nonostante continua l’impegno di CCIAA per la diffusione di questo istituto poiché trattasi di procedura alternativa alla giustizia ordinaria che permette a cittadini ed imprese di dirimere le controversie a costi contenuti e in tempi brevi. La convenienza della mediazione è dimostrata dalla valutazione fatta dall’Ente camerale che mette a confronto oneri e tempi di un procedimento ordinario con i costi e la durata di una procedura di mediazione tipo, del valore di circa 37.000 euro, conclusasi positivamente.

Costi. Quale parametro rispetto a un procedimento in Tribunale è stato preso in esame il costo del contributo unificato e quello delle spese legali ipotizzate tenendo conto dei parametri medi che i giudici devono osservare in sede di liquidazione delle spese legali all’esito di una causa ordinaria. Sommando tali voci di spesa risulta che una causa del valore indicato di 37.000 euro potrebbe significare un esborso di circa 5.000 euro, cui vanno ad aggiungersi le spese di notifica e di rilascio di copie o verbali in cancelleria, che non è possibile quantificare.

Palese è che la mediazione sia più conveniente, considerato che la tariffa complessiva dovuta da ciascuna parte, in una mediazione riguardante una controversia del valore di 37.000 euro che si concluda positivamente, è di euro 713,90. I costi sono fissi e predeterminati e non subiscono nessuna variazione in base al numero di incontri che si svolgono nel corso della procedura. Nonostante l’assistenza legale in mediazione non sia obbligatoria, la valutazione ne ha preso comunque in esame gli eventuali costi, prendendo in considerazione le tariffe, ora abrogate, per l’assistenza legale stragiudiziale. Tale dato è fornito a titolo puramente indicativo in quanto l’abolizione delle tariffe professionali non consente un’agevole previsione delle spese che la parte sarebbe chiamata a sostenere in una procedura di mediazione, vigendo assoluta libertà di contrattazione tra cliente e professionista.

Durata. Nella mediazione è di soli 95 giorni. Il tempo indicato è quello effettivamente intercorso dal deposito della richiesta di attivazione al secondo incontro in cui è stato redatto il verbale di accordo tra le parti.

Per la causa ordinaria, invece, è stato ipotizzato un tempo pari a 20/24 mesi dalla notifica dell’atto introduttivo. Tale dato è puramente indicativo perché tiene conto sia di tempistiche certe (come ad esempio il termine minimo di 90 giorni previsto per legge che deve intercorrere tra la notifica dell’atto introduttivo e la prima udienza) sia di fattori non identificabili con certezza come l’intervallo tra le udienze (che dipende dal carico di lavoro del giudice) o i tempi richiesti da un (eventuale) consulente tecnico.

(Camera di Commercio di Pordenone)