OBBLIGATORIETA' MEDIAZIONE 2013

Di seguito la parte di testo - inerente la mediazione - del Decreto Legge (c.d. Decreto del fare) approvato il 15.6.2013 dal C.d.M.

Capo VIII

Misure in materia di mediazione civile e commerciale

Art. 23

(Modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28)

1. Al decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) All’articolo 4, comma 3, dopo il primo periodo è inserito il seguente periodo:

“L’avvocato informa altresì l’assistito dei casi in cui l’esperimento del procedimento

di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale”; allo stesso

comma, sesto periodo, dopo la parola “documento,” sono inserite le seguenti

parole: “se non provvede ai sensi dell’articolo 5, comma 1,”;

b) all’articolo 5, prima del comma 2, è inserito il seguente comma:

“1. Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia

in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie,

patti di famiglia, locazione, comodato, atto di aziende, risarcimento del

danno derivante da responsabilità medica e da diamazione con il mezzo

della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi,

bancari e nanziari, è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento

di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero il procedimento di

conciliazione previsto dal decreto legislat ivo 8 ottobre 2007, n. 179,

ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128 - bis del

testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto

legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modicazioni, per le

materi e ivi regolate. L’esperimento del procedimento di mediazione è

condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’improcedibilità

deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata

d’ucio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la

mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, ssa la successiva

udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6. Allo stesso

modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando

contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la

presentazione della domanda di mediazione. Il presente comma non si

applica alle azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140 - bis del codice del

consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e

s uccessive modicazioni .”;

c) all’articolo 5, comma 2, primo periodo, prima delle parole “salvo quanto

disposto” sono aggiunte le seguenti parole: “Fermo quanto previsto dal comma 1

e”; allo stesso comma, stesso periodo, le parole “invitare le stesse a procedere

alla” sono sostituite dalle seguenti parole: “disporre l’esperimento del

procedimento di”; allo stesso comma, stesso periodo, sono aggiunte, in fine, le

seguenti parole: “; il tal caso l’esperimento del procedimento di mediazione è

condizione di procedibilità della domanda giudiziale.”; allo stesso comma, secondo

periodo, le parole “L’invito deve essere rivolto alle parti” sono sostituite dalle

seguenti parole: “Il provvedimento di cui al periodo precedente indica l’organismo

di mediazione ed è adottato”; allo stesso comma, terzo periodo, le parole “Se le

parti aderiscono all’invito,” sono soppresse;

d) all’articolo 5, comma 4, prima delle parole “2 non si applicano” sono aggiunte le

parole “I commi 1 e”; allo stesso comma, dopo la lettera b) è aggiunta la seguente

lettera: “b-bis) nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della

composizione della lite, di cui all’articolo 696-bis del codice di procedura civile;”;

e) all’articolo 5, comma 5, prima delle parole “salvo quanto” sono aggiunte le

parole “Fermo quanto previsto dal comma 1 e”;

f) all’articolo 6, comma 1, la parola “quattro” è sostituita dalla seguente parola:

“tre”; al comma 2, dopo le parole “deposito della stessa” sono aggiunte le parole

“e, anche nei casi in cui il giudice dispone il rinvio della causa ai sensi del quarto o

del quinto periodo del comma 1 dell’articolo 5 ovvero ai sensi del comma 2

dell’articolo 5,”;

g) all’articolo 7, il comma 1 è sostituto dal seguente comma: “1. Il periodo di cui

all’articolo 6 e il periodo del rinvio disposto dal giudice ai sensi dell’articolo 5,

commi 1 e 2, non si computano ai fini di cui all’articolo 2 della legge 24 marzo

2001, n. 89”;

h) all’articolo 8, comma 1, le parole “il primo incontro tra le parti non oltre

quindici’’ sono sostituite dalle seguenti parole: “un primo incontro di

programmazione, in cui il mediatore verifica con le parti le possibilità di proseguire

il tentativo di mediazione, non oltre trenta’’;

i) all’articolo 8, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente comma: “5. Dalla

mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il

giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi

dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile. Il giudice

condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5, non ha

partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata

del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo

unificato dovuto per il giudizio.”;

l) all’articolo 11, comma 1, dopo il terzo periodo, è aggiunto il seguente periodo:

“Prima della formulazione della proposta, il mediatore informa le parti delle

possibili conseguenze di cui all’articolo 13.”;

m) all’articolo 12, comma 1, dopo le parole “Il verbale di accordo,” sono aggiunte

le seguenti parole: “sottoscritto dagli avvocati che assistono tutte le parti e”;

n) all’articolo 13, il comma 1 è sostituito dal seguente comma: “1. Quando il

provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della

proposta, il giudice esclude la ripetizione delle spese sostenute dalla parte

vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla

formulazione della stessa, e la condanna al rimborso delle spese sostenute dalla

parte soccombente relative allo stesso periodo, nonché al versamento all’entrata

del bilancio dello Stato di un’ulteriore somma di importo corrispondente al

contributo unificato dovuto. Resta ferma l’applicabilità degli articoli 92 e 96 del

codice di procedura civile. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano

altresì alle spese per l’indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto

all’esperto di cui all’articolo 8, comma 4.”; dopo il comma 1 sono aggiunti i

seguenti commi: “2. Quando il provvedimento che definisce il giudizio non

corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice, se ricorrono gravi

ed eccezionali ragioni, può nondimeno escludere la ripetizione delle spese

sostenute dalla parte vincitrice per l’indennità corrisposta al mediatore e per il

compenso dovuto all’esperto di cui all’articolo 8, comma 4. Il giudice deve indicare

esplicitamente, nella motivazione, le ragioni del provvedimento sulle spese di cui

al periodo precedente.

3. Salvo diverso accordo le disposizioni precedenti non si applicano ai procedimenti

davanti agli arbitri.”;

o) all’articolo 16, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente comma: “4-bis. Gli

avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori .”;

p) all’articolo 17, al comma 4 sono premesse le seguenti parole: “Fermo quanto

previsto dai commi 5 e 5-bis del presente articolo,”; allo stesso comma, dopo la

lettera c) è aggiunta la seguente lettera: “d) le riduzioni minime delle indennità

dovute nelle ipotesi in cui la mediazione è condizione di procedibilità ai sensi

dell’articolo 5, comma 1, ovvero è prescritta dal giudice ai sensi dell’articolo 5,

comma 2.”; dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti commi: “5. Quando la

mediazione è condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’articolo 5,

comma 1, ovvero è prescritta dal giudice ai sensi dell’articolo 5, comma 2,

all’organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle

condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo

76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di

spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio

2002, n. 115. A tale fine la parte è tenuta a depositare presso l’organismo

apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può

essere autenticata dal medesimo mediatore, nonché a produrre, a pena di

inammissibilità, se l’organismo lo richiede, la documentazione necessaria a

comprovare la veridicità di quanto dichiarato.

5-bis. Quando, all’esito del primo incontro di programmazione con il mediatore, il

procedimento si conclude con un mancato accordo, l’importo massimo complessivo

delle indennità di mediazione per ciascuna parte, comprensivo delle spese di avvio

del procedimento, è di 80 euro, per le liti di valore sino a 1.000 euro; di 120 euro,

per le liti di valore sino a 10.000 euro; di 200 euro, per le liti di valore sino a

 

50.000 euro; di 250 euro, per le liti di valore superiore.”.