VIETTI: PUNTARE SULLA MEDIAZIONE PER UN SISTEMA GIUSTIZIA COMPETITIVO

 

Basta visione "tribunale centrica" ma puntare sui riti alternati contro la giustizia 'lumaca' e far "ripartire così la competitività del sistema Paese". È questa la ricetta di Michele Vietti, vicepresidente del Csm, che ieri ha presentato a Milano il suo libro 'Facciamo giustizia'. "Il problema della giustizia in questo paese è un problema di sincronizzare gli orologi dei palazzi di giustizia con quello dei cittadini e delle imprese. O riusciamo a conciliare questi due orario o la risposta di giustizia non sarà adeguata, anche per la ripresa della competitività del sistema paese", spiega. In un "sistema efficiente è fondamentale una risposta tempestiva del sistema giustizia", ma "non credo che la soluzione sia nell'aumentare il numero dei magistrati".

La risposta "è cercare di indirizzare enorme mole di contenziosi che questo paese produce, dopo i russi noi abbiamo il più alto contenzioso in Europa, non possiamo pensare che finisca tutto in processo. In campo civile occorre perseguire in modo più coraggioso con la conciliazione, l'arbitrato, io sono per la mediazione obbligatoria".

Per Vietti serve "un cambiamento della mentalità per evitare un ingolfamento del sistema. Bisogna iniziare a ragionare in una visione non più tribunale centrica, poi occorre anche porre mano al sistema delle impugnazioni". Le decisioni "devono essere tempestive e prevedibili", e non rallentate da tre gradi di giudizio. "Se molto non funziona, molto c'e' da cambiare. Basta posizione conservatrice: è normale - si chiede Vietti- che in Cassazione arrivino 80mila processi l'anno, mentre il corrispettivo della Corte Usa incamera ogni anno 80 processi?".